Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in sede di giurisdizione diretta (causa Rg. n. 53/2024), ha enunciato il seguente principio:
La dichiarazione di improcedibilità dell’istanza di concessione di beni del demanio idrico è illegittima se fondata sulla perdurante occupazione sine titulo da parte di un precedente concessionario decaduto e venuto meno all’obbligo della rimessione in pristino, ove l’amministrazione non abbia previamente esercitato i poteri di autotutela previsti dall’art. 823 c.c. o, quantomeno, sospeso il procedimento in attesa del recupero del possesso del bene (fattispecie relativa a una società che aveva chiesto in concessione a una Provincia uno specchio acqueo precedentemente assentito a un altro soggetto, la cui concessione era decaduta e il relativo provvedimento era stato confermato in giudizio; la nuova istanza era stata dichiarata improcedibile in ragione del fatto che la Provincia non aveva ancora formalmente riacquisito il possesso del bene; il TSAP ha ritenuto illegittima tale condotta, perché l’amministrazione avrebbe dovuto attivare i poteri di autotutela esecutiva ex art. 823 c.c., ad es. disponendo lo sgombero d’ufficio dei beni, anziché arrestare in via definitiva il procedimento concessorio).
27/03/2025