Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in sede di rettificazione di sentenza del TSAP in appello (causa Rg. C.C. n. 12/2025), ha enunciato il seguente principio:
Nel processo in materia di acque pubbliche, ai sensi dell’art. 204 del r.d. n. 1775/1933, l’istanza di rettificazione di sentenza del TSAP, emessa in grado di appello, è ammissibile non solo quando la sentenza abbia omesso del tutto di pronunciare su una domanda o eccezione (in senso stretto) ritualmente proposta, ma anche quando la mancata pronuncia derivi da un errore valutativo dello stesso TSAP nell’accertare la proposizione della domanda o dell’eccezione stessa nel giudizio di primo grado, giacché tale errore integra pur sempre un vizio di omessa pronuncia sull’oggetto della domanda o eccezione rimediabile con lo strumento della rettificazione (in applicazione del principio, il TSAP ha tuttavia rigettato nel merito l’eccezione di prescrizione, affermando che la pretesa indennitaria dell’Autorità di Bacino per l’occupazione senza titolo di beni del demanio lacuale è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale.
27/03/2025