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Sentenza n. 18 del: 06/02/2025
Presidente: Antonio Pietro M. Lamorgese
Relatore: Cecilia Altavista

Acque Pubbliche – Concessione grande derivazione - Canoni.

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, all’esito dell’udienza pubblica del 27 novembre 2024, nella causa n. R.G. 146/2019, ha enunciato, in sede di legittimità amministrativa, i seguenti principi:

- L’imposizione di canoni aggiuntivi ai concessionari la cui concessione sia scaduta, ma che continuano l’utilizzo della derivazione in regime di prosecuzione temporanea, non presenta profili di incompatibilità costituzionale né viola la normativa comunitaria in materia di concorrenza poiché costituisce il corrispettivo per lo sfruttamento supplementare della derivazione idrica nonché della gestione dell’impianto nonostante l’ammortamento ormai completato. (in applicazione di tali principi il TSAP ha ritenuto che l’art. 53 bis della legge regionale Lombardia n. 26/2003 non presenta profili di incompatibilità né con la Costituzione né con il diritto comunitario).

- L’imposizione della cessione gratuita di energia ai concessionari di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, sia in regime ordinario di concessione, sia in regime di prosecuzione temporanea, non è di per sé irragionevole e non presenta profili di incompatibilità costituzionale qualora la sua misura non trasmodi in un trattamento arbitrario ed eccessivo. (Secondo il TSAP, infatti, deve ritenersi giustificato l’obbligo della cessione gratuita in quanto onere gravante sull’operatore economico a fronte di uno sfruttamento di un bene demaniale limitato quale è l’acqua e che è caratterizzato da finalità solidaristiche e perequative generali, avulse da scopi indennitari correlati all’uso effettivo della derivazione idrica)

Allegato

27/03/2025

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