Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, nella causa Rg 100/2024, in sede di giurisdizione diretta, ha enunciato i seguenti principi:
In tema di determinazione dei canoni per le concessioni del demanio idrico, il rinvio operato da un atto amministrativo regionale (nella specie, una Delibera di Giunta Regionale) a specifiche e determinate disposizioni della normativa statale, individuate non solo per numero di legge ma anche per singoli articoli e commi, deve essere qualificato come rinvio recettizio o statico. Ne consegue che il contenuto delle disposizioni richiamate viene incorporato nell'atto rinviante, restando insensibile alle successive vicende della norma richiamata, ivi compresa la sua abrogazione o sostituzione ad opera di nuove norme statali che amplino la platea dei soggetti beneficiari di agevolazioni.
La previsione statale di un canone ridotto per gli immobili del demanio statale concessi alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (A.S.D.) costituisce una disposizione particolare di favore e non un "principio fondamentale desumibile dalle norme statali". Pertanto, tale norma non vincola la potestà regolamentare della Regione in materia di demanio idrico — funzione ad essa conferita dagli artt. 86 e 89 del d.lgs. n. 112/1998 — restando riservata alla discrezionalità dell'ente regionale l'individuazione delle specifiche categorie di soggetti ammessi a beneficiare di canoni agevolati per l'uso delle acque pubbliche.
L'obbligo di pagamento del canone per la concessione di beni del demanio idrico non ha natura tributaria, mancando dei caratteri dell'imposta o della tassa, in quanto la prestazione è inserita in un rapporto sinallagmatico e negoziale tra l'amministrazione e il concessionario. Non è pertanto configurabile una violazione del principio di eguaglianza (ex art. 3 Cost.) o di capacità contributiva (ex art. 53 Cost.) laddove la disciplina regionale preveda regimi agevolativi differenti rispetto a quelli stabiliti dallo Stato per il proprio demanio, trattandosi di situazioni non omogenee soggette a diverse sfere di competenza normativa.
Il provvedimento con cui la P.A. rigetta, in sede di autotutela, un'istanza di revisione del canone di concessione idrica dopo avere compiuto una nuova e rinnovata istruttoria (nella specie, valutando la possibile applicabilità di nuove norme o interpretazioni) si configura come un atto di conferma in senso proprio. Tale atto, a differenza dell'atto meramente confermativo, è dotato di un'autonoma valenza provvedimentale e lesiva, risultando quindi autonomamente impugnabile davanti al giudice competente.
27/03/2025